I cinque corpi

Sono i kosha in sanscrito, che si può tradurre con “guaine”. Solo la più densa è fatta di materia, come noi la conosciamo; gli altri quattro sono stati di energia invisibili all’occhio fisico, ma si può facilmente percepire la loro presenza, con la giusta attenzione. Facciamo ordine, insieme.

Conosciamo il corpo fisico. Si chiama Annamaya Kosha (maya vuol dire “fatto di” e anna significa “cibo” o “materia fisica”). Attraverso lo yoga facciamo esperienza di un secondo corpo, quel campo energetico che vivifica il corpo materiale. E’ quell’elemento vitale che governa i processi biologici: respirazione, digestione, circolazione del sangue. Si chiama chi in medicina cinese e prana nello yoga. Gli antichi Egizi lo chiamavano il ka.

L’agopuntura e l’omeopatia non influenzano direttamente il corpo fisico; lavorano sulla forza vitale che lo sostiene.
I medici ortodossi in Occidente riconoscevano l’importanza della forza vitale fino fino al 1800, ma con lo sviluppo di sulfamidici e antibiotici, la loro attenzione si è progressivamente limitata al corpo fisico in sé.

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