Chakra, loto e simbologia dell’evoluzione

I chakra sono centri che collegano il corpo fisico a quello sottile, sede della nostra energia più profonda.

Il corpo fisico e il corpo sottile (emozioni, pensieri, percezioni, stati di coscienza) formano un insieme. Questi due corpi sono collegati a livello dei chakra.

Agendo sul corpo fisico si produrrà un effetto su quello sottile e viceversa.

Uno squilibrio a livello di un chakra determina uno squilibrio d’energia nei relativi organi, o aree del corpo.

I chakra vengono assimilati al Loto, questo perché benché esso nasca da acque stagnanti e putrescenti, dà origine ad un fiore bellissimo e candido, perciò è considerato un simbolo di purezza: nato dal fango ma non macchiato da esso.

Nella simbologia indiana le acque stagnanti rappresentano il caos primordiale e il loto che da esse sorge rappresenta l’elevazione spirituale.

Ogni “loto”, ha un numero particolare di petali, un particolare Yantra (forma geometrica), un mantra ed è associato ad un elemento (tattva).

Usiamo spesso queste forme, nelle dispense per gli studenti, nei libri o articoli che scriviamo, nei nostri siti e blogs, per i volantini dei nostri corsi o eventi.

Ecco alcuni di quelli che piacciono a me^^

Simboli dei chakra in acquerello

Chakra Yantra lineari

Set di 14 simboli dei chakras, vettoriali

Collezione di 24 simboli, per tutti gli usi

Simboli dei chakra e loto, acquerello

Saggezza spirituale

Cos’è la saggezza spirituale e come si otiene?

La parola spirituale deriva chiaramente da spirito e si riferisce al centro del nostro essere, la pura Essenza.  Pratica spirituale è tutto ciò che ci aiuta a fare esperienza diretta della nostra Essenza.  Il nostro mondo tende a identificare le persone dal loro livello di educazione o posizione sociale, invece di identificarle per ciò che sono realmente.  Ed ecco perché è così difficile distinguere una persona realmente spirituale da qualcuno che si occupa di spiritualità. Avere informazioni sulla spiritualità non c’entra con essere una persona spirituale.

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Libri di ricerca spirituale, una selezione

Il tempo passa, ma tutto torna.

Finalmente raccolgo memorie e idee intorno ad alcuni libri che hanno accompagnato la mia personale ricerca spirituale. Sempre più persone mi chiedono consigli su cosa leggere e ho pensato di metterli tutti insieme e renderli disponibili, in modo che ognuno trovi la sia ispirazione alla lettura.

Non rispecchiano alcun ordine, solo quello delle libere memorie…
Tutto torna, perché tutto è sempre stato lì. Ma solo il tempo e l’esperienza lo rivelano, poco alla volta.

Sono convinta che quello che ci attira è quello che ci appartiene, quando ancora non ne siamo consapevoli. Molti libri, anche fra questi, sono arrivati a me molto prima che fossi pronta per loro. Alcuni hanno acquisito senso solo dopo molto, moltissimo tempo.

Credo di avere una copia di Bhagavad Gita da 25 anni, una da 10 anni e una da 8 anni. E ancora non ne ho mai fatto una lettura integrale.

Ma ormai ho capito, il tempo è relativo per la Coscienza🙏

Siddharta di Herman Hesse

La Profezia di Celestino di James Redfield

La Profezia della Curandera e Negli Occhi dello Sciamano di Hernan Huarache Mamani

Una Sedia Per l’anima di Gary Zukav

Emozioni Distruttive di Daniel Goleman e Tenzin Gyatso

Magia naturale e Wicca di Scott Cunnigham

Mangia prega ama e Big Magic di Elisabeth Gilbert

L’albero dello yoga di B.K.S. Iyengar

Il nettare dello yoga di Tirumalai Krishnamacharya

Raja Yoga o Occultismo di Helena Blavatsky

Autobiografia di uno yogi di Paramhansa Yogananda

I Grandi iniziati 1 e I Grandi iniziati 2 di Edouard Shuré

Il Potere di adesso di Eckart Tolle

Bhagavad Gita Traduzione integrale dal Sanscrito e commento

Babaji, la tradizione del Kriya Yoga di M.G. Satchidananda

I Sutra del Kriya Yoga di M.G. Satchidananda

Il Giornale dello Yoga

Ci sono storie che mi ricordano quanto aspettative e giudizi siano superflui e devianti.

Ero sinceramente sorpresa e felice quando il mio primo maestro mi ha proposto una certificazione per insegnare yoga. Ho iniziato per caso nel 2010, dopo 10 anni di pratica, ogni giorno è un giorno di studio e condivido quello che ho sperimentato su di me. Semplicemente, non ho mai considerato che un weekend potesse darmi qualcosa che i Maestri non abbiano già reso disponibile. Ma questa è solo la mia discutibile esperienza personale.

Quella richiesta era quindi, ai miei occhi, un personale riconoscimento da parte della persona che, fra amore e odio, ho sempre considerato come il mio maestro-radice. Continua a leggere Il Giornale dello Yoga

Yoga, alcune basi teoriche

Yama e Niyama

Sono i principi etico-morali che accompagnano la pratica dello yoga e ne rappresentano le basi

  • Yama sono i principi dharmici di comportamento sociale (i divieti, le cose da non fare)
  • Niyama sono i principi dharmici di comportamento personale (le osservanze, le cosa da fare)

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I cinque corpi

Sono i kosha in sanscrito, che si può tradurre con “guaine”. Solo la più densa è fatta di materia, come noi la conosciamo; gli altri quattro sono stati di energia invisibili all’occhio fisico, ma si può facilmente percepire la loro presenza, con la giusta attenzione. Facciamo ordine, insieme.

Conosciamo il corpo fisico. Si chiama Annamaya Kosha (maya vuol dire “fatto di” e anna significa “cibo” o “materia fisica”). Attraverso lo yoga facciamo esperienza di un secondo corpo, quel campo energetico che vivifica il corpo materiale. E’ quell’elemento vitale che governa i processi biologici: respirazione, digestione, circolazione del sangue. Si chiama chi in medicina cinese e prana nello yoga. Gli antichi Egizi lo chiamavano il ka.

L’agopuntura e l’omeopatia non influenzano direttamente il corpo fisico; lavorano sulla forza vitale che lo sostiene.
I medici ortodossi in Occidente riconoscevano l’importanza della forza vitale fino fino al 1800, ma con lo sviluppo di sulfamidici e antibiotici, la loro attenzione si è progressivamente limitata al corpo fisico in sé.

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