Open, Yoga!

Quest’anno più che mai ho capito che il denaro non può essere un ostacolo alla diffusione dello Yoga, in nessun senso. Quasi per rispondere alle mie domande, mi sono imbattuta in questo articolo di Sadie Nardini su Yoganonimous.

Fare yoga può essere dannatamente costoso, ed è troppo facile per noi cercare di fare soldi alle spalle degli studenti fissi e far passare la pratica delle asana come una cosa “per chi se lo può permettere”.

Certo, Avere un proprio studio yoga (a Manhattan!) significa combattere costantemente per coprire spese di qualunque tipo. Chi non ha visto, praticamente ovunque, corsi online da $15 o classi da $25, quando la formazione insegnanti ne costa $10.000 all’anno…E non è detto che li valga.

E’ davvero l’unica strada? Certamente i costi tagliano fuori la maggior parte di chi vorrebbe fare yoga. E non credo che questa sia la formula più giusta né la più adatta ad integrare i conti di fine mese e la vera essenza del servizio disinteressato.

Vogliamo davvero che gli insegnamenti dello Yoga siano alla portata di tutti o vogliamo insegnare a pochi che possono spendere? 

Ho optato per la prima strada, ed ecco cosa mi è successo:

La mia visibilità è aumentata, ho ampliato il mio pubblico online, ho capito che potevo fare la differenza – e arrivare a molte più persone che magari non hanno davvero niente nel portafoglio – se avessi chiesto alla gente di dare quello che può per seguire i miei corsi online.

Ma molti oppositori mi hanno detto che sarei stata sfruttata. Un membro della famiglia, di quelli che fanno investimenti stabili, mi ha detto che avrei perso tutto, che la gente mi avrebbe dato il minimo assoluto, e avrei svenduto la mia esperienza e la mia fatica per niente. Un’insegnante incontrata in una conferenza yoga, che non conosce quello che faccio, dopo aver annunciato la mia scelta di fare classi basate su donazione, mi disse: “Oh mio Dio – Sei come il Discount dello Yoga” Certo, rosicona. Se al Discount vendessero Gucci.  C’è un sacco di materiale di qualità inferiore in giro sul web, ed è gratuito.

Incoraggio gli insegnanti con conoscenze di alto livello a fare un passo avanti, dare alcuni o tutti i migliori contenuti in cambio di una donazione libera, in modo che tutti possano imparare le basi e che noi possiamo servire su larga scale, invece di riservare i nostri preziosi segreti per chi li può pagare profumatamente.

Voglio dare il buon esempio, e mostrare agli altri insegnanti che non è solo possibile aprire il nostro insegnamento al mondo abbassando i costi, ma che è la scelta migliore.

Il punto non è quello di offrire contenuti scadenti o una sintesi veloce di un corso di formazione per poi chiedere una donazione. Lo scopo è quello di offrire il nostro meglio, e poi chiedere alla gente di dare quello che sentono sia giusto.

E indovinate? Quando ho iniziato a operare così, con mia grande sorpresa, ho guadagnato da tre a cinque volte quello che facevo prima, con le classi a prezzo fisso.

Certo, alcune persone danno $1. E con quello mi lasciano lettere come questa:

“Ho $3 in banca e li do a te per aiutarmi a trovare la forza di uscire da un rapporto di abusi”.

“Avevo bisogno di saperne di più su anatomia e sequenze per lavorare meglio nella mia zona, ma è difficile come insegnante trovare le risorse per continuare, e mantenere le classi a basso costo. Quello che fai è grandioso! Prometto di pagare appena posso! ”

“Io vivo in (paese dilaniato dalla guerra), e non hanno soldi né possibilità di viaggiare per imparare lo yoga, molti provano solo adesso a ricostruire la vita dopo i ripetuti conflitti. Grazie dal profondo del cuore per aver reso tutto questo possibile per le persone come noi. Inizierò una classe per le donne qui, e troveremo la pace in mezzo al caos.“

Altri danno $300, $50, $150, e colmano le lacune create da chi ha meno. Siamo yogi e yogini, dopo tutto, e credo che la maggior parte delle persone siano affidabili. Quelli che non lo sono, beh, hanno molta strada da fare per la loro crescita e forse impareranno qualcosa per sé oppure lo condivideranno con chi ne ha veramente bisogno.

Per me, questo non è un aspetto negativo. E’ un’altra occasione per me di fare quello che sono nata per fare, e fare servizio.

Se solo il 9%degli americani oggi pratica yoga, è facile immaginare che per il resto del paese e in giro per il mondo, in bilico tra la classe medio-bassa e la soglia di povertà, semplicemente non si può permettere di fare yoga. Naturalmente, alcuni non hanno nemmeno Internet ed è per questo che credo fermamente che in ogni studio sia responsabilità dell’insegnante, per il bene della comunità e dello Yoga, offrire corsi a donazione e dove possibile gratuiti, anche all’interno di strutture che offrono corsi a tariffa fissa.

Faccio entrambe le cose.

Sono su un aereo in questo momento, in viaggio verso New York per un seminario di Anatomia Vinyasa Yoga da 5 giorni, le persone che potevano permetterselo hanno pagato $750 per partecipare. Io filmo tutto, poi lo metto online nel materiale a donazione.

Le persone che hanno pagato ricevuto attenzione personale, ma anche la soddisfazione di sapere che hanno donato quello che potevano per diffondere questa conoscenza fra le persone che non hanno la stessa possibilità di imparare, condividere, ed evolvere personalmente e professionalmente, per diffondere il messaggio di guarigione dello Yoga in lungo e in largo.

Senza entrare in troppi dettagli, offro molto gratuitamente sui miei vari siti, per chi vuole approfondire sono anche su Facebook

Si tratta del modello perfetto? Macchè! Niente lo è.
Sono totalmente altruista? No, come potrei?

Sono una donna che lavora sola e che ha bollette da pagare, e il mio padrone di casa non incassa karma il primo del mese. Non sto dicendo che dovremmo regalare tutto, non sarebbe un percorso equilibrato in una società che funziona per fatture ed è basata sullo scambio di denaro.

Vivere nella pienezza è anche assicurarsi di ricevere nutrimento, energicamente, finanziariamente e in tutti gli altri modi.

Non è spirituale, se tutti gli altri trovano ciò di cui hanno bisogno mentre noi stiamo seduti lì, prosciugati e ansiosi.

Comunque, io sto facendo del mio meglio per trovare questo equilibrio e incoraggio tutti a fare la stessa cosa. E ogni anno capisco come fare meglio, dare di più, e mantenere la mia pienezza.

Questa, per me, è la via di mezzo: una via su che tutti possiamo scegliere, a beneficio tutti i soggetti coinvolti, qualunque cifra ci sia nel nostro conto in banca.

P.S.: Non voglio questo articolo sia solo su di me. Quello che vorrei  è che tutti voi siate pronti a condividere le risorse che avete – lezioni di qualità a contributo libero, classi gratuite, corsi di formazione e altro materiale che possa servire a insegnanti e studenti.

Quindi, cerchiamo di diffondere l’amore, va bene?

SadieYogaTV

Il libra di Sadie
The 21-Day Yoga Body

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